Meet the Goddess con Serena Falchetti (Versione in italiano)

Sono emozionata nell’introdurre Serena Falchetti in questo episodio scritto di Meet the Goddess.

Serena Pratica Yoga dal 1994, quando ha iniziato con il maestro Giannetto Bencini, presso Yoga Vidya a Firenze, dove ha conseguito il diploma di insegnamento nel 1997.

Nel 2010, dopo aver insegnato in vari istituti, ha aperto il Centro Yoga Namaste.

Ha continuato a esplorare lo yoga in India e in Italia, approfondendo varie tecniche di rilassamento, yoga in gravidanza, riequilibrio energetico dei chakra, e yoga nel modo del lavoro.

Non solo Serena mi ha introdotto allo Yoga e ai suoi benefici ben quindici anni fa, ma mi ha insegnato ad insegnare, un dono meraviglioso per cui le saró sempre grata.

Che cosa significa per te praticare Yoga?

Praticare Yoga per me significa tante cose…

Ricordo che la prima sensazione che ho avuto, quando ho iniziato più di 20 anni fa’, è stata quella di “iniziare un viaggio”. Sentivo come un movimento interiore che placava ogni altro desiderio, che saziava, era come se stessi viaggiando stando ferma.

Con il passare degli anni, ancora oggi provo questa sensazione, è un viaggio interiore, un movimento interno, una scoperta sempre viva.

Praticare Yoga significa per me anche “fare pulizia”, nel senso di lasciare andare, liberarsi di tutte le cose che appesantiscono, che bloccano, per arrivare a contattare quella parte pura e luminosa che ognuno di noi ha, che rigenera, che dà energia.

Riassumendo potrei definire la mia pratica Yoga come un continuo fluire, una libertá da condizionamenti, nel continuo movimento della Vita.

Che rapporto hai con la tua energia?

Prima di rispondere, vorrei precisare che cosa intendo per energia, anche perché penso che oggi giorno sia una parola un po’ abusata.

Intanto ho compreso attraverso la pratica dello Yoga che non siamo soltanto questo corpo e questa mente.

C’è qualcosa oltre il corpo e la mente, c’è qualcosa che vibra, che placa, che si muove e che ti fa muovere, che puoi imparare a percepire e a dirigere… Questa è per me energia.

Ho quindi consapevolezza della mia energia e attraverso la pratica delle varie tecniche Yoga posso sentirla, riconoscerla e quindi “lavorare” con essa.

Come insegnante noto spesso che le persone tendono ad interrompere la pratica Yoga, e anche altre cose per loro positive, nei momenti di maggiore stress, quando invece lo Yoga aiuterebbe non poco. Hai riscontrato lo stesso tra i tuoi studenti?

Cosa ne pensi?

Hai qualche suggerimento per aiutare chi si trova in situazioni del genere a mantenere la motivazione necessaria a praticare nonostante tutto?

Sì, a volte le persone tendono a interrompere o a rimandare la pratica Yoga a “dopo l’esame”, “dopo le Feste”, ” quando avrò più tempo “, ecc…


Non c’è cosa più sbagliata: è proprio nei momenti di maggiore stress che “anche un minimo di questo giusto procedere (sulla strada dello yoga) salva da grande paura”, come si legge in uno dei testi più importanti dello Yoga, la Bhagavad Gita.


E anzi, più c’è sforzo e più questo verrà ripagato.

Ad esempio praticare costantemente il Rilassamento Yoga è come accumulare soldi in banca. Al momento del bisogno ci sono! Come esempio non è forse molto tonico, ma rende l’idea!!!

E una persona con un corpo e una mente rilassati, ha una capacità di recupero e di azione molto superiore a una persona in tensione.
Non è semplice spiegarlo a chi pratica da poco tempo, o a chi ancora non ha pienamente sperimentato lo Yoga.

Come ti ha aiutato lo Yoga nei momenti difficili?

Hai qualche esempio che ti senti di condividere?

Personalmente lo Yoga mi ha aiutato più volte nei momenti difficili, ma la volta più importante risale a diversi anni fa, forse 18.

Ricordo che stavo guidando in autostrada, ma non mi sentivo bene, e, entrata in galleria, ho cominciato a tremare e a non vedere più niente. 

Ho sentito come una scossa elettrica, il cuore a mille: era un attacco di panico.

Per fortuna ho iniziato a tirarmi degli schiaffi per riprendermi e mi sono fermata subito fuori dalla galleria. Sono venuti a prendermi.

Il medico di famiglia subito mi prescrisse un ansiolitico.

Prima di prenderlo telefonai al mio Maestro di Yoga, Giannetto Bencini, che mi disse queste parole: “Se prendi l’ansiolitico vuol dire che non hai capito niente di tutto quello che hai fatto finora. Vieni qui al Centro.”

Inutile dire che non ho mai preso l’ansiolitico in questione, né all’ora né mai, e, grazie alle tecniche di Rilassamento profondo Yoga del Maestro, non ho mai più avuto un attacco di panico.

Il segreto è a portata di tutti: è nel respiro. È grazie a quell’esperienza che ora posso aiutare alcune persone che si presentano al mio Centro con problemi similari.

Spesso le persone si avvicinano alla pratica per ansia, insomnia, malumore o per i più svariati problemi fisici: sono tutte “benedizioni”, perche grazie a queste “cadute di potenza”, si fermano, si interrogano, si ri-connettono con se stessi e iniziano lo Yoga.

Gratitudine infinita al Maestro e alla Vita.

Bellissimo! Ogni volta che sento questa storia si riaccende ancora di piu la gratitudine per aver trovato il dono dello Yoga sulla mia strada, e meravigiose insegnanti in te e Sara. Namasté.

A questo punto parlaci un po’ del tuo sogno! Del tuo centro Yoga e di cosa succede in quel posto meraviglioso. Dei progetii che hai…

Bene, il Centro Yoga Namasté… Un sogno che quasi 8 anni fa si è concretizzato, grazie anche all’aiuto di diversi allievi che, ognuno a suo modo, ha fatto la sua parte.


A volte, quando sistemo le tende nella sala, ancora oggi, mi tornate in mente tu e Mark e il vostro prezioso aiuto, armati di trapano e metro… !


Il bisogno principale è stato quello di avere un proprio spazio dove avere la libertà di diffondere, praticare e condividere lo Yoga. E negli anni, con Sara Tesi, amica e socia, ci sono state parecchie collaborazioni anche con altre associazioni che praticavano discipline diverse: ogni volta un nuovo stimolo, una nuova ispirazione!


Ricordo, ad esempio, il periodo in cui avevamo ideato l’Hatha-Gong, lezioni di Yoga accompagnate dal vivo dai Gong planetari dei Florence Gong… Bellissima esperienza!


Uno spazio, dicevo, spazio non solo per le persone, ma anche per le idee!
Non ultima, la “folle” idea di riuscire a inserire lo Yoga all’interno del mondo del lavoro.

L’idea alla base è semplice: “Chi sta bene, lavora meglio”. E le tecniche dello Yoga potrebbero aiutare molto ad alleviare stress, stanchezza fisica e mentale, e migliorare la concentrazione, la creatività, il clima lavorativo.

@Yogawork Firenze propone infatti percorsi formativi basati su tecniche corporee e respiratorie, derivanti dallo Yoga.

Portare avanti un “sogno” non è comunque semplice: ci sono difficoltà, soprattutto economiche e burocratiche.

Oltretutto negli ultimi anni, lo Yoga é diventato una moda, e nascono le più svariate discipline alle quali viene dato il nome di Yoga+…qualcosa!!!?

Si fa Yoga in ogni palestra, in acqua, in aria, si usa lo Yoga nelle pubblicità, sulle riviste e sui social è pieno di modelle nelle posizioni più improbabili!
Sì può diventare insegnanti di Yoga dopo solo qualche week-end al mese.


Personalmente non mi riconosco in tutto questo: sono molto fedele alla tradizione Maestro-allievo, allo Yoga tradizionale, così come tramandato dal Maestro Giannetto Bencini.

Il sogno di un proprio spazio per la diffusione dello Yoga resiste e sopravvive non senza sforzo, e, credo che resisterà in queste vesti finché ne varrà la pena.

Di una cosa però sono certa: per me insegnare Yoga è stato il dono più prezioso di questa Vita, e finché ci sarà anche solo una persona che ne avrà bisogno, non potrò fare a meno di condividerlo!!!


“Onoro il luogo in Te in cui dimora l’Universo, quando tu sei in quel luogo dentro di Te e io sono in quel luogo dentro di Me, siamo una cosa sola.”
Namasté

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My mission is to help women to shine their light bright, following the unique song of their Soul!

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